Il caffè delle 7 · Mercoledì 14 ottobre 2026

Sì allo scostamento, Confindustria alza il Pil e il diesel resta scarso

Sì del Parlamento allo scostamento da 29 miliardi, Confindustria vede una crescita dell'1% e per l'Agenzia internazionale dell'energia il gasolio resterà scarso almeno fino a metà 2027.

Tutti i numeri
1Conti pubblici

Sì allo scostamento da 29 miliardi per energia e difesa

Martedì Camera e Senato hanno approvato lo scostamento di bilancio, cioè il permesso allo Stato di spendere più di quanto previsto facendo nuovo debito. Serviva la maggioranza assoluta, cioè il sì di più della metà dei componenti di ciascuna Camera: alla Camera i sì sono stati 219 e i no 110. Vale circa 29 miliardi tra il 2027 e il 2028, per metà destinati all'energia e per metà alla difesa, e per usarlo serve il via libera europeo.

In serata il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio, il piano dei conti per l'anno prossimo che il governo manda a Bruxelles. Tra le misure allo studio, tutte ancora da decidere: la fascia dell'Irpef (l'imposta sui redditi) in cui si paga il 33% allargata fino a 60mila euro di reddito, il regime forfettario (la tassa unica al 15% per le partite IVA più piccole) esteso a chi incassa fino a 100mila euro e gli aiuti sulle bollette da concordare con Bruxelles.

Perché contaFissa quanti soldi ci saranno per bollette, accise (le imposte fisse su carburanti ed energia) e tasse nella prossima manovra, la legge che ogni anno decide tasse e spese dello Stato.

Fonte: Askanews · Governo.it · Sky TG24

2Crescita

Confindustria: Pil +1% nel 2026, ma il petrolio fa paura

Il Centro Studi di Confindustria, l'associazione delle imprese italiane, ora prevede che nel 2026 il Pil, cioè il valore di tutto ciò che l'Italia produce in un anno, cresca dell'1% (a marzo stimava lo 0,5%); per il 2027 conferma lo 0,6%. Aiutano un primo semestre migliore del previsto e i fondi del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione europea, in parte con contributi e in parte con prestiti da restituire): valgono circa mezzo punto di Pil.

Il rischio è l'energia: se il Brent, il petrolio il cui prezzo fa da riferimento in tutto il mondo, restasse in media intorno ai 126 dollari al barile (circa 159 litri), nel 2027 la crescita sarebbe zero. Frenano anche i tassi d'interesse in salita, che rendono più cari mutui e prestiti, e i rendimenti dei titoli di Stato, cioè gli interessi che lo Stato paga per farsi prestare soldi.

Perché contaLavoro e consumi del 2027 dipendono soprattutto da quanto costeranno petrolio e gas.

Fonte: ANSA

3Energia

Gasolio scarso almeno fino a metà 2027, avverte l'AIE

Per chi fa il pieno di gasolio le notizie non sono buone: secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), l'organismo che studia i mercati dell'energia per i Paesi più sviluppati, le scorte di gasolio non torneranno ai livelli normali prima della seconda metà del 2027.

Nel suo rapporto mensile l'AIE indica anche che le scorte mondiali di petrolio sono 509 milioni di barili sotto i livelli di fine febbraio.

Perché contaScorte di diesel così basse spiegano perché alla pompa il gasolio costa più della benzina, e perché potrebbe restare caro a lungo.

Fonte: Teleborsa

Le notizie del Caffè delle 7 sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria o di investimento. Per i dettagli rimandiamo sempre alle fonti indicate.