Il caffè delle 7 · Venerdì 16 ottobre 2026
L'Istat conferma l'inflazione di settembre al 4,2% con l'energia su del 22,6%, Bankitalia rivede al rialzo la crescita e sulle banche la maggioranza si divide.
Tutti i numeriL'Istat, l'istituto nazionale di statistica, conferma il dato di settembre sull'inflazione, cioè sull'aumento dei prezzi: quello che compriamo costa il 4,2% in più di un anno fa (ad agosto l'aumento era del 3,3%) e lo 0,7% in più di un mese fa. A spingere sono i beni energetici, cioè luce, gas e carburanti, saliti del 22,6% in un anno.
Il carrello della spesa (cibo e prodotti per la casa e per la persona) sale dell'1,5% e gli alimentari freschi del 5,5%. L'inflazione di fondo, cioè quella calcolata senza energia e cibo fresco, è all'1,6%.
Perché contaI rincari si concentrano su bollette, carburanti e cibo fresco e pesano di più su chi ha redditi bassi, con le bollette invernali ancora da arrivare.
Fonte: Istat · Il Fatto Quotidiano
La Banca d'Italia, nel Bollettino economico (il suo rapporto periodico sull'economia italiana), prevede che nel 2026 il Pil, cioè il valore di tutto ciò che l'Italia produce in un anno, cresca dello 0,9%: a giugno stimava lo 0,5%. Senza tener conto del diverso numero di giorni lavorativi, la crescita sarebbe di circa l'1%. Per il 2027 prevede +0,7%. L'inflazione è vista in media al 3,2% quest'anno e al 2,4% il prossimo.
C'è però uno scenario peggiore: con rincari molto forti delle materie prime, come il petrolio, la crescita si fermerebbe a zero nel 2026 e diventerebbe negativa, −0,3%, nel 2027 e nel 2028. Tutto dipende dall'andamento del conflitto in Medio Oriente.
Perché contaLa crescita regge, ma è legata al prezzo dell'energia: un nuovo balzo del petrolio porterebbe insieme più inflazione e meno lavoro.
Il numero del giorno
Inflazione per le famiglie che spendono meno
4,4%
Nel terzo trimestre i prezzi sono saliti del 4,4% rispetto a un anno prima per le famiglie che spendono meno e del 2,9% per quelle che spendono di più: l'aumento dei prezzi pesa di più su chi ha meno.
Fonte: Istat
Il vicepremier Antonio Tajani esclude un prelievo sugli extraprofitti delle banche, cioè una tassa speciale sui loro guadagni eccezionali: dal settore, dice, può arrivare solo un contributo concordato. Il piano di bilancio inviato a Bruxelles chiede al settore finanziario circa 5 miliardi nel 2027.
Forza Italia propone di allargare la fascia dell'Irpef (l'imposta sui redditi) in cui si paga il 33%: oggi arriva fino a 50mila euro di reddito, con la proposta salirebbe a 60mila. Costerebbe circa 2,7 miliardi. Tra le altre richieste: niente tasse per i giovani al primo impiego e una «Carta Sanità» per i pensionati. Per ora nessuna misura è decisa.
Perché contaDa questo braccio di ferro dipende se, e di quanto, scenderanno le tasse per il ceto medio.
Fonte: ANSA · QuiFinanza
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